ULISSE SARTINI
L'ARTISTA

Salvador Dalí

"I mediocri pittori astratti non dipingono che microcosmi. Osservate sulla prima rivista scientifica che vi capita un cromosoma, la traiettoria di un protone o la collisione di una particella con un'antiparticella.
Tutto ciò stranamente assomiglia al lavoro dei pittori astratti.
Il vero pittore, lui deve dipingere i macrocosmi; una bocca, un viso, un naso... Il pittore più affascinante è colui che un giorno dipingerà i macrocosmi e sullo sfondo l'esperienza dei microcosmi".

Ulisse Sartini è nato a Ziano Piacentino il 30 maggio 1943.
Giovanissimo si trasferisce a Milano dove studia sotto la guida del pittore Luigi Comolli - allievo di Segantini. Tuttavia i suoi veri maestri sono stati i pittori del Rinascimento dai quali ha assimilato i segreti della tecnica, la magia del colore, il mistero della pittura.

Una vera e propria alchimia l'utilizzazione esclusiva dei tre colori primari dai quali il pittore ottiene la più vasta gamma cromatica, la trasparenza delle velature, le atmosfere mai disarmoniche e di grande eleganza nelle quali inscrive i suoi personaggi.

Nel 1970 conosce a Milano il gallerista Filippo Schettini che lo fa esporre nella sua galleria. Anche il critico d'arte Pedro Fiori mostra interesse alla sua pittura e dai loro dialoghi nascono gli Embriocosmo, sintesi del macro e microcosmo, rappresentazione dell'Infinito in uno spazio finito; una mappatura dell'universo, una rappresentazione del tutto originale della sua dimensione sconosciuta. L'Infinito, dimensione spirituale della materia quale riflesso del volto di Dio.
Sartini è una personalità emotiva di raffinata sensibilità che manifesta inizialmente negli Embriocosmo e successivamente nella poetica atmosfera dei ritratti.
La sua attività di ritrattista diventa nel tempo sempre più significativa, tanto da assumere una posizione di rilievo internazionale. Dopo Pietro Annigoni è il secondo artista italiano ad essere presente alla National Portrait Gallery di Londra con il ritratto di Dame Joan Sutherland.

Tra i più noti ritratti si ricordano quelli quelli ufficiali di S. Santità Francesco, S. Santità Benedetto XVI, S. Santità Giovanni Paolo II - presso la Santa Sede. Ed ancora i due papi santi: S. Giovanni XXIII e San Giovanni Paolo II, S. Em. il Cardinale Casaroli, S. Em. il Cardinale William Keeler - Primate degli Stati Uniti d'America, S. Ecc. Carlo Chenis (Università Pontificia Salesiana-Roma), S. Ecc. Luciano Monari (Collegio Alberoni- Piacenza).
Sono celebri i ritratti del Primo Ministro Inglese John Major e della consorte, di Pierpaolo Pasolini, di Luciana Savignano, di Luciano Pavarotti (Royal Opera House di Londra), di Renata Tebaldi, di Audrey Hepburn per la nuova sede dell'Unicef di Roma e di Giovanni Verga per il Museo Immaginario Verghiano di Vizzini. Tre ritratti di Maria Callas si trovano nel Museo Teatrale alla Scala di Milano, nel Nuovo Teatro della Musica Megaron di Atene e nel Teatro La Fenice di Venezia.

Studiosi e critici d'arte autorevoli come Mario De Micheli, Raffaele De Grada, Alberico Sala, Floriano De Santi hanno manifestato il loro vivo interesse per la pittura di Sartini.
Vittorio Sgarbi ne ha esaltato "la strepitosa capacità tecnica", affermando, a proposito dei ritratti, che "...quando il soggetto non si è vestito a festa per la posa, quando non è impettito e mantiene la freschezza degli splendidi Bambini Khevenhüller, Sartini dimostra tutta la sua bravura ed esibisce orgogliosamente la propria parentela ideale non solo con Annigoni, inevitabile riferimento per il suo talento ritrattistico, ma con Edita Broglio, con Achille Funi, con Novecento, con il meglio del realismo italiano di questo secolo."

L'Ultima Cena, realizzata nel 2015, è senza dubbio tra le opere di Sartini quella che ha suscitato un interesse particolare tra i critici ed il pubblico, riscuotendo grandissimo successo anche per le sue notevoli ed inconsuete dimensioni (cm 180x500). "Sorretto da una tecnica impressionante" - scrive Stefano Zuffi - Sartini realizza " un'opera monumentale, momento culminante nella maturazione di un linguaggio formale che si àncora saldamente alle tecniche ed alle soluzioni della storia, ma che è del tutto indipendente, libero e creativo. Il percorso dell'artista trova qui una sintesi espressiva di assoluta potenza, un punto decisivo nella definizione di uno stile ormai inconfondibile".
Dopo l'inaugurazione avvenuta a Milano nella Basilica di Santa Maria delle Grazie - Sagrestia del Bramante - l'opera è stata definitivamente collocata nella Basilica Cattedrale di Piacenza.

Ulisse Sartini vive e lavora a Milano.